Guida alle specie aliene
Piante invasive in Italia: come riconoscerle e cosa fare
Cinque piante esotiche invasive che incontri lungo strade, fiumi e giardini, con il dettaglio che le tradisce, cosa dice la lista dell'Unione europea e a chi rivolgerti.

In breve
Le piante invasive si riconoscono soprattutto da fusto, foglie e luogo: il poligono del Giappone ha fusti cavi come canne, picchiettati di rosso; la balsamina ghiandolosa foglie opposte o a tre e capsule che esplodono; l'ambrosia foglie incise verdi su entrambe le pagine; il senecione sudafricano foglie strette e capolini gialli. Se una specie è invasiva lo stabiliscono le liste ufficiali, non l'aspetto.
- Esotica non vuol dire invasiva: secondo ISPRA solo il 10–15% delle circa 12.000 specie esotiche registrate in Europa è considerato invasivo.
- Panace di Mantegazza, balsamina ghiandolosa, poligono del Giappone e ailanto sono nella lista UE; ambrosia e senecione sudafricano no.
- Rizomi, semi e fusti di queste piante non vanno nel compost di casa: secondo la Regione Piemonte non garantisce di devitalizzarli.
- Per eventuali diserbanti segui l'etichetta e le regole locali; per segnalare un nuovo focolaio rivolgiti alla tua Regione.
Le piante invasive non sono rare né lontane: crescono sugli argini sotto casa, lungo la tangenziale, nei cantieri e a volte in giardino. La buona notizia è che quasi tutte si tradiscono con un dettaglio che vedi a occhio nudo: un fusto cavo come una canna, una capsula che esplode, una foglia verde su entrambi i lati. Questa guida ti mostra le cinque piante esotiche invasive che incontri più spesso in Italia, cosa dicono di loro le fonti ufficiali e cosa puoi fare quando ne trovi una.
Cinque piante invasive a colpo d'occhio
| Pianta | Il dettaglio che la tradisce | Fiori | Lista UE (ISPRA) |
|---|---|---|---|
| Ambrosia (Ambrosia artemisiifolia) | foglie profondamente incise, verdi su entrambe le pagine | spighe di fiori maschili pendule in cima, luglio–ottobre | no |
| Panace di Mantegazza (Heracleum mantegazzianum) | fino a 5 m, fusto cavo con macchie violacee, ombrelle bianche fino a 80 cm | ombrelle bianche, raramente rosate | sì, presenza localizzata |
| Poligono del Giappone (Reynoutria japonica) | fusti cavi simili a canne, verde glauco picchiettato di rosso, foglie a base tronca | piccoli, bianchi, in spighe, luglio–settembre | sì, presenza diffusa |
| Balsamina ghiandolosa (Impatiens glandulifera) | fusto carnoso rossiccio, foglie opposte o a tre, capsule che esplodono | rosa-viola con sperone, luglio–ottobre | sì, presenza diffusa |
| Senecione sudafricano (Senecio inaequidens) | cespuglio di 30–60 cm, foglie strette lunghe 6–7 cm | capolini gialli, aprile–novembre | no |
Lo status viene dalla lista delle specie di rilevanza unionale pubblicata da ISPRA, che per ogni specie indica anche la presenza in Italia. Altezze e fioriture vengono dalle guide identificative di ISPRA e dall'opuscolo della Regione Piemonte citati qui sotto.
Prima di tutto, una definizione. Per ISPRA una specie esotica (o aliena, alloctona) è stata portata dall'uomo fuori dalla sua area d'origine, volontariamente o per caso. Diventa invasiva quando la sua diffusione danneggia la biodiversità e i servizi che gli ecosistemi ci garantiscono, come acqua pulita e impollinazione. Delle circa 12.000 specie esotiche registrate in Europa, secondo ISPRA solo il 10–15% è considerato invasivo.
Poligono del Giappone: canne cave picchiettate di rosso
D'estate il poligono del Giappone forma macchie fitte e alte, quasi una siepe, lungo fiumi, strade e ferrovie. L'opuscolo della Regione Piemonte lo descrive così:
- Fusti: annuali, cavi e simili a canne, alti 1–2,5 m, verde glauco picchiettati di rosso, ramificati in alto e molto numerosi.
- Foglie: semplici, a margine intero, ovate, lunghe 12–15 cm e larghe 8–10 cm, con la base tronca e la punta appuntita.
- Fiori: piccoli, bianchi e numerosissimi, in spighe di 8–12 cm, da luglio a settembre.
- Sottoterra: rizomi robusti che arrivano a 7 m dal ceppo e a 2 m di profondità.
- D'inverno: i fusti seccano e restano solo i rizomi, con zone nude che lungo i fiumi franano facilmente.
Il test sul campo: cerca le canne secche dell'anno prima. Se sono cave, con nodi come il bambù, e accanto spuntano getti nuovi picchiettati di rosso, è quasi certamente un poligono asiatico. La lista UE comprende tre specie del genere: poligono del Giappone, di Sachalin e l'ibrido di Boemia, tutte segnate come novità nella lista ISPRA. Distinguerle è lavoro da botanici.
Il punto debole è proprio la sua forza: secondo la Regione Piemonte nuove piante nascono anche da frammenti di rizoma lunghi 1 cm, e le piene e i movimenti di terra nei cantieri sono la via principale di diffusione. Tutti i dettagli sono nella scheda poligono del Giappone.
Balsamina ghiandolosa: fiori rosa e capsule che esplodono
La balsamina ghiandolosa ama le rive dei corsi d'acqua, ma la trovi anche ai margini dei boschi, nelle radure e lungo le strade. La guida identificativa di ISPRA indica questi caratteri:
- Fusto: erbaceo, carnoso, scanalato, da verde pallido a rosso, ingrossato ai nodi, alto fino a 2 m e a volte 3.
- Foglie: opposte o in verticilli di tre, lanceolate, con denti a punta breve e rigida; il picciolo porta ghiandole.
- Fiori: penduli, profumati, lunghi 2,5–4 cm, dal rosa quasi bianco al viola, con uno sperone corto, riuniti in grappoli di 5–12. In Italia fiorisce tra luglio e ottobre.
- Frutti: capsule lunghe 1,5–3 cm che a maturità esplodono e lanciano i semi a diversi metri.
Il test sul campo: guarda come sono disposte le foglie. Le altre balsamine presenti in Italia, compresa la balsamina gialla autoctona, hanno foglie alterne e picciolo senza ghiandole: per ISPRA è il carattere che separa la ghiandolosa anche quando non è in fiore. La balsamina di Balfour, anch'essa esotica, ha fiori bicolori rosa e bianco e non supera 1,20 m. Per gli altri sosia vedi la scheda balsamina ghiandolosa.
Ambrosia e panace di Mantegazza: due invasive che toccano la salute
L'ambrosia è l'opposto del poligono: discreta. Secondo la Regione Piemonte è un'erba annuale alta 20–100 cm, con fusto eretto e molto ramificato, verde rossastro, foglie profondamente incise verdi su entrambe le pagine e, in cima, spighe pendule di fiori maschili. Cresce su bordi di strade e ferrovie, cantieri, incolti, giardini e greti. Il suo polline, prodotto da agosto con il picco a settembre, è più potente di quello delle graminacee e provoca riniti, congiuntiviti e asma nelle persone allergiche. Ogni pianta fa più di 3.000 semi, che restano vitali nel terreno almeno 20 anni. Come distinguerla dall'artemisia lo spiega la scheda ambrosia.
La panace di Mantegazza è impossibile da non notare: la guida di ISPRA la descrive alta fino a 5 m, con fusto cavo di 5–10 cm alla base, di solito macchiato di viola, foglie lunghe fino a 3 m e ombrelle bianche fino a 80 cm di diametro. Non toccarla. Secondo la Regione Piemonte il contatto con la pianta, seguito dall'esposizione al sole, può causare gravi fotodermatiti con arrossamenti e bolle. Come riconoscerla dalle ombrellifere nostrane e a chi segnalarla lo trovi nella scheda panace di Mantegazza. Se ti serve un quadro più ampio delle piante pericolose, leggi la guida alle piante velenose in Italia.
Senecione sudafricano: il cespuglio giallo delle massicciate
Il senecione sudafricano è arrivato in Europa con la lana grezza dal Sudafrica e in Italia è stato visto per la prima volta nel 1947, in Veneto. Oggi segue strade, autostrade e ferrovie. Secondo la Regione Piemonte:
- Portamento: cespuglioso, alto 30–60 cm, ramificato dalla base, con rami spesso legnosi in basso.
- Foglie: alterne, strette (2–3 mm), lunghe 6–7 cm, che abbracciano il fusto; il margine ha piccoli tubercoli che lo fanno sembrare irregolarmente dentato.
- Fiori: fino a 100 capolini gialli di 1,5–2,5 cm per pianta, da aprile a novembre.
- Semi: fino a 30.000 per pianta ogni anno, con un pappo bianco che vola col vento e resta vitale nel terreno per 30–40 anni.
Oltre a scalzare le piante autoctone, infesta vigneti, prati e pascoli, e la Regione Piemonte ricorda che contiene alcaloidi pirrolizidinici tossici per il bestiame, a volte letali per i cavalli. Il senecione sudafricano non è nella lista UE: le regole su di lui, se ci sono, sono regionali.
L'ailanto (Ailanthus altissima), o albero del paradiso, è nella lista UE con presenza diffusa. È un albero e qui lo citiamo soltanto: la Regione Piemonte ricorda che le sue radici danneggiano marciapiedi e strade e che ricaccia numerosi polloni dalle radici.
Cosa dice la legge: lista UE e D.Lgs. 230/2017
Il Regolamento UE 1143/2014 sulle specie esotiche invasive è in vigore dal 1° gennaio 2015, spiega ISPRA. In Italia lo applica il Decreto Legislativo 230/2017, in vigore dal 14 febbraio 2018. Per le specie della lista di rilevanza unionale vieta, tra l'altro, la detenzione, la coltivazione, il trasporto, la vendita, lo scambio, la riproduzione e il rilascio nell'ambiente.
Il decreto divide i compiti così: il Ministero dell'Ambiente è l'autorità nazionale, ISPRA il supporto tecnico-scientifico, e le Regioni, le Province autonome e i Parchi nazionali fanno il monitoraggio e gli interventi. Le Regioni devono notificare al Ministero e a ISPRA ogni nuova comparsa di una specie della lista, e i Sindaci garantiscono l'accesso ai terreni privati quando serve un'eradicazione.
Delle piante di questa pagina, sono nella lista panace di Mantegazza, balsamina ghiandolosa, poligono del Giappone e ailanto. Ambrosia e senecione sudafricano no, ma Regioni e Comuni possono avere regole proprie: chiedi al tuo.
Cosa fare se ne trovi una
ISPRA chiede ai cittadini di scegliere con attenzione le piante del proprio giardino, di segnalare presto le nuove aree di presenza delle specie della lista e, dove possibile, di aiutare a rimuoverle.
- Segnala. Contatta l'ufficio ambiente o biodiversità della tua Regione, il Comune o l'ente Parco. Allega foto di foglia, fusto e fiore, la posizione precisa e una stima di quanto è grande la macchia.
- Non toccare la panace. Niente sfalci fai da te senza protezioni: segnalala e lascia l'intervento a chi è attrezzato.
- Niente compost di casa. Secondo la Regione Piemonte il compostaggio domestico non devitalizza in modo adeguato semi e organi vegetativi; solo il compostaggio industriale controllato lo fa. Chiedi al Comune come smaltire gli scarti.
- Non spostare terra. Terra con frammenti di rizoma o semi porta la pianta altrove; la Regione Piemonte raccomanda anche di pulire bene macchine e pneumatici dopo i lavori.
- Diserbanti: se pensi di usarne, segui l'etichetta e le regole locali e chiedi prima alla Regione o al Comune. Qui non indichiamo prodotti né dosi.
Quando una foto aiuta e quando no
Se non sai da dove cominciare, una foto toglie molti dubbi. Con Plant Identifier scatti dalla fotocamera o scegli un'immagine dalla libreria e ricevi il nome comune e quello scientifico, con la descrizione di portamento, foglie e fiori da confrontare con le schede qui sopra. L'app non mostra un punteggio di affidabilità né specie alternative, quindi il test sul campo resta il tuo controllo. Se consenti la posizione, Plant Identifier mette il ritrovamento sulla mappa delle piante, utile per ritrovare il punto quando lo segnali. Per domande successive puoi chiedere a Flora, l'assistente IA della scheda Esperto di piante. Per foto che funzionano leggi come riconoscere le piante da foto; per le infestanti più piccole del giardino c'è la guida alle erbacce del prato.
Cosa una foto non può stabilire
- Se una pianta è invasiva per legge lo dicono le liste dell'UE e delle Regioni; né una foto né un'app possono stabilirlo.
- Poligono del Giappone, poligono di Sachalin e il loro ibrido di Boemia si separano con certezza solo con una chiave botanica: per una segnalazione basta il genere Reynoutria.
- Una plantula di ambrosia o di balsamina a inizio primavera somiglia a molte piante autoctone: aspetta foglie adulte o fiori prima di trarre conclusioni.
- Plant Identifier dà un solo nome per foto, senza punteggio di affidabilità né specie alternative: controlla il risultato con i caratteri descritti qui.
Domande frequenti
Che differenza c'è tra pianta esotica e pianta invasiva?
Per ISPRA una specie esotica è stata portata dall'uomo fuori dalla sua area d'origine; sinonimi sono aliena e alloctona. È invasiva quando la sua diffusione danneggia la biodiversità e i servizi degli ecosistemi. La maggior parte delle esotiche non crea problemi: in Europa è invasivo il 10–15%.
L'ambrosia è vietata in Italia?
L'ambrosia non è nella lista delle specie di rilevanza unionale pubblicata da ISPRA, quindi i divieti del D.Lgs. 230/2017 per quelle specie non la riguardano. Regioni e Comuni possono però avere regole proprie: chiedi al tuo Comune.
Posso buttare il poligono del Giappone nel compost?
Meglio di no. Secondo la Regione Piemonte nuove piante nascono anche da frammenti di rizoma lunghi 1 cm, e il compostaggio domestico non devitalizza in modo adeguato gli organi vegetativi. Chiedi al tuo Comune come smaltire gli sfalci di specie invasive.
A chi segnalo una pianta invasiva?
Il D.Lgs. 230/2017 affida il monitoraggio alle Regioni e alle Province autonome, che notificano i nuovi ritrovamenti al Ministero dell'Ambiente e a ISPRA. Contatta l'ufficio biodiversità della tua Regione, il Comune o il Parco, con foto e posizione precisa.
Un'app basta per dire che una pianta è invasiva?
No. Un'app propone un nome; lo status di invasiva dipende dalle liste ufficiali dell'UE, dello Stato e delle Regioni. Verifica il nome con i caratteri di questa pagina e lascia la conferma a chi riceve la segnalazione.
Fonti
- Specie esotiche invasive: cosa sono — ISPRA, specieinvasive.isprambiente.it
- Lista delle Specie esotiche invasive di Rilevanza Unionale — ISPRA, specieinvasive.isprambiente.it
- Decreto Legislativo n.230 del 15 dicembre 2017 — ISPRA, specieinvasive.isprambiente.it
- Che cosa si sta facendo? — ISPRA, specieinvasive.isprambiente.it
- Guida identificativa: Impatiens glandulifera — ISPRA, testi Università di Milano-Bicocca
- Guida identificativa: Heracleum mantegazzianum — ISPRA, testi Università di Milano-Bicocca
- Piante esotiche invasive (Piemonte Parchi, 2017) — Regione Piemonte, Piemonte Parchi
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